Iceland Alone

INVESTITO DA UN’AUTO, ANDREA “BUDU” TONIOLO COSTRETTO AD INTERROMPERE “ICELAND ALONE”

Il giovane è stato investito da un’auto in corsa. Le lesioni riportate a spalla e caviglia lo costringono ad interrompere l’avventura.

Reykjavik, 06.03.2018. Un incidente stradale mette fine ad “Iceland Alone”, il giro dell’Islanda di corsa di Andrea “Budu” Toniolo. Il giovane sabato scorso durante il suo cammino è stato investito da un’auto in corsa. Ha riportato una lesione alla spalla destra e alla caviglia destra. Dopo essersi fatto visitare, ha deciso ieri di interrompere l’avventura. Nelle prossime ore farà rientro in Italia.

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L’incidente stradale è avvenuto sabato scorso 3 marzo verso le 13.15. Budu stava correndo trainando il suo carretto lungo la Ring Road. Si trovava a 15 km dalla citta di Vik. Le condizioni ambientali erano assai pesanti, con venti a 70 km orari e temperatura a meno 5 gradi. Un auto in arrivo di fronte al giovane ha tentato il sorpasso. Forse a causa di una folata di vento improvvisa, è sbandata e lo ha investito facendolo cadere a terra. L’impatto ha provocato la rottura di una racchetta con cui il giovane si sosteneva nella corsa. Il giovane ha riportato diverse contusioni, le più gravi alla spalla destra e alla caviglia destra. L’auto peraltro non si è fermata a prestare soccorso al ragazzo. Rimasto solo e privo di aiuto, Budu si è rialzato e, trovandosi lontano dai centri abitati, nonostante i forti dolori, si è rimesso a camminare per raggiungere Vik. Qui è arrivato dopo altre 3 ore di cammino. In preda ai dolori, non essendo in grado nemmeno di aprire la sacca della tenda, ha trovato ospitalità in un ostello dove ha passato la notte.

I forti dolori lo hanno indotto domenica mattina a non ripartire. Grazie all’aiuto di una ragazza che lo ha riconosciuto e gli ha dato un passaggio, Budu domenica pomeriggio è riuscito a farsi visitale nel pronto soccorso della città di Reykjavik. Il referto medico ha escluso fratture, ma parla di un profondo stiramento ai muscoli-tendineo con possibili lesione al tendine sovraspinato. A questo si aggiunge una forte contusione alla caviglia destra, che si è gonfiata progressivamente nelle ore successive. I medici hanno consigliato al giovane di non proseguire l’avventura, dato che vi è il rischio concreto che il tendine sovraspinato, se sovraccaricato trainando il carretto con l’imbrago, possa rompersi. Dopo aver riflettuto per un paio di giorni, aver consultato i fisioterapisti di fiducia sentiti telefonicamente, il giovane ha deciso di interrompere l’avventura.

“Non ci sono le condizioni per poter proseguire – spiega Andrea – ho ancora molti dolori, non riesco nemmeno ad aprire la sacca della tenda. Per questo ho deciso di fermarmi e di fare rientro in Italia. Purtroppo un incidente del genere può capitare, ma son consapevole che poteva andare molto peggio. Ho percorso 200 km in 3 giorni e ho potuto assaggiare la forza di questa natura. Sono consapevole che l’Islanda è aspra e tosta quanto bella. Per portare avanti quest’avventura devo essere al 100% delle condizioni, nemmeno il 90% è sufficiente. Dispiace perché per arrivare qui mi sono allenato tanto, recuperato un grave infortunio e non ero mai stato così in forma… Ma è successa una cosa più grande di me. Ora devo pensare a curarmi e ritornare al più presto in perfetta forma. Ringrazio tutti i miei sostenitori, che mi sono vicini ora più che mai ”.

Nelle prossime ore Andrea Budu Toniolo farà rientro in Italia.

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Rassegna Stampa Iceland Alone

Cos’è Iceland Alone?

A un anno di distanza da un grave incidente stradale per cui ha rischiato la paralisi, il “Forrest Gump Veneto” parte per “ Iceland Alone”. 1.300 km in totale solitudine e in clima artico.

Si intitola “Iceland Alone” la seconda avventura sportiva di Andrea “Budu” Toniolo, 28enne di Galliera Veneta (PD) noto alle cronache come “Forrest Gump Veneto”. Ad un anno di distanza da un brutto incidente stradale per il quale ha rischiato la paralisi e che lo ha costretto a letto per mesi, il giovane atleta ha deciso di rilanciare con una nuova avventura. Partirà tra pochi giorni per compiere il giro dell’Islanda di corsa e in solitaria. Un tragitto complessivo di oltre 1.300 km lungo la “Ring Road”, il tracciato asfaltato che fa il giro dell’isola. 40 giorni di corsa, dormendo in tenda.

Il Programma di viaggio

Il programma prevede la partenza in aereo dall’aeroporto Venezia con arrivo all’aeroporto di Keflevik in 6 ore. Da lì lo spostamento nella capitale Reykjavík, dove è previsto un soggiorno di 2-3 giorni per potersi ambientare alle condizioni climatiche dell’isola e organizzare la spedizione.

Il percorso di viaggio si snoda lungo la Ring Road, Strada n.1, unica strada aperta al traffico durante il periodo invernale. Gli islandesi la chiamano Hringvegur. Asfaltata per la quasi totalità del percorso, solamente un breve tratto nella zona sud est rimane tuttora sterrato. La strada fu completata nel 1974 e rimane la principale via di mobilità interna dell’Islanda. Il percorso circolare complessivamente arriva a superare i 1.300 km e sarà intrapreso in senso antiorario. La tabella di marcia prevede una media di 35 km al giorno di percorso (totale 40 giorni circa di spedizione suddivisi in 4 segmenti).

SEGMENTO 1: DA REYKJAVIK A VIK, IL CIRCOLO D’ORO (180 km in 5-6 giorni)
SEGMENTO 2: LA COSTA SUD E IL GHIACCIAIO VATNAJOKUL (520 km in 14-15 giorni)
SEGMENTO 3: IL VERSANTE NORD, I VENTI ARTICI E LE BALENE (300 km in 9-10 giorni)
SEGMENTO 4: IL SALI SCENDI E IL RIENTRO NELLA CAPITALE (380 km in 10-11 giorni)
SEGMENTO 1: DA REYKJAVIK A VIK, IL CIRCOLO D’ORO (180 km in 5-6 giorni)

Questo primo tratto rappresenta la parte più facile del viaggio. Se tratta della zona sud ovest, dove sono concentrati la maggior parte degli insediamenti civili e delle strutture turistiche. Gli islandesi lo chiamano “Cerchio d’Oro” (Gullni hringurinn) dal nome di un percorso turistico che lo attraversa ed include la visita a parchi, geyser e cascate, oltre all’area termale Haukandalur. Il tragitto è facile e con l’arrivo alla città di Vik si concluderà la fase di “riscaldamento” dell’impresa.

SEGMENTO 2: LA COSTA SUD E IL GHIACCIAIO VATNAJOKUL (520 km in 14-15 giorni)

Questo secondo segmento si snoda da Vik a Egilsstaðir, nella parte sud est dell’isola. Rappresenta la parte più difficile del tragitto dal punto di vista dell’impegno mentale. Si tratta della zona meno popolata dell’isola, con pochissimi centri abitati. Qui i tratti in totale solitaria, senza incontrare persone, auto, case, saranno lunghi centinaia di chilometri. Oltre alla solitudine, si dovrà fare i conti anche con la difficoltà negli approvvigionamenti di cibo e materiali di prima necessità.

SEGMENTO 3: IL VERSANTE NORD, I VENTI ARTICI E LE BALENE (300 km in 9-10 giorni)

Il terzo segmento va dalla citta di Egilsstaðir a Akureyri, nel nord dell’Isola, il più difficile dal punto di vista climatico. I venti freddi in discesa dal nord soffiano fino a 120 km orari portando le temperature ad arrivare a -35 gradi. Rispetto al segmento precedente però la presenza di insediamenti civili è maggiore. Nei tratti costieri sarà possibile l’avvistamento delle balene.

SEGMENTO 4: IL SALI SCENDI E IL RIENTRO NELLA CAPITALE (380 km in 10-11 giorni)

Da Akureyri a Reykjavík. Questo ultimo tratto vede un significativo innalzamento delle temperature rispetto a quanto registrato nel freddo versante nord, ma un aumento della difficoltà del percorso. La Ring Road infatti attraversa alcune zone collinari, con dislivelli di media entità. Maggiori difficoltà sul piano fisico dunque nell’affrontare i sali scendi presenti nel percorso su cui non mancano insediamenti abitativi. L’arrivo a Reykjavík è previsto a fine marzo.

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